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lunedì 30 aprile 2012

Al fronte e in prigionia - Alcune pagine



Quarta di copertina


18-19 Assedio di Bardia



26-27 Reticolati nel deserto


42-43 Vivere a Zonderwater

Al fronte e in prigionia - Bibliografia

Opere a stampa

Bellò Emanuele, Dizionario del dialetto trevigiano di destra Piave, Treviso, Canova, 1991
Bongiovanni Alberto, Battaglie nel deserto. Da Sidi el-Barrani a El Alamein, Milano, Mursia, 1978.
Cappellano Filippo, Le artiglierie del Regio Esercito nella Seconda Guerra Mondiale, Parma, Albertelli, 1998.
Conti Flavio G., I prigionieri di guerra italiani 1940-45, Bologna, Il Mulino, 1986.
Fra sterminio e sfruttamento: militari internati e prigionieri di guerra nella Germania nazista, 1939-1945, a cura di Nicola Labanca, Firenze, Le lettere, 1992.
Gazzini Mario, Zonderwater: i prigionieri in Sudafrica, 1941-1947, Roma, Bonacci, 1987.
I prigionieri militari italiani durante la seconda guerra mondiale: aspetti e problemi storici, a cura di Romain H. Rainero, Milano, Marzorati, 1985.
Minola Mauro, Attacco ad occidente. Guerra sulle alpi 1940-1945, Dronero CN, L’arciere, 2003
Montanari Mario, Le operazioni in Africa settentrionale, Vol. I, Sidi el Barrani. (Giugno 1940 – Febbraio 1941), Roma, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, 1985 [Relazione ufficiale]
Rigoni Stern Mario, “Sul fronte occidentale”, in Quota Albania, Torino, Einaudi, 1971, pp. 9-35.
Rochat Giorgio, “La società dei Lager. Elementi generali della prigionia di guerra e peculiarità delle vicende italiane nella seconda guerra mondiale” in Fra sterminio e sfruttamento…, pp. 128-145.
Tiberi Roberto, un ragazzo del '21, Roma, Memori, 2006.
Valiani Renzo, Quando ero a Zonderwater Block, Firenze, 1966
Siti web – (Consultati nel settembre del 2007)
http://digilander.libero.it/lacorsainfinita/deserto/prigionieri/affondamentosilurati.htm
www.cronologia.leonardo.it/battaglie/batta108.htm (Andrea David Quinzi, “La tragedia della Laconia”)
http://www.lagazzettadelsudafrica.net/Articoli/2007/Marzo/Art_130307_13.htm
Altro

Moni Stefano J., 1989, Captivi Italici in Sudafrica (1941-1947), documentario in 4 parti, prodotto da S.J.
Moni per VIVA FILMS (Sud Africa) – Distribuito in Italia da Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Roma (www.aamod.itaamod@tin.it) e Centro internazionale Crocevia, Roma (www.croceviaterra.itmediateca@croceviaterra.it).
Si ringrazia Bruno Marcuzzo 

Al fronte e in prigionia - Indice dei nomi

(escluso Guido Granello)
Aereo C 42, 19
Aereo Spitfire, 19
Afragola, NA, 57, 58
Africa Orientale, 57
Africa settentrionale, 8
Albania, 7
Albenga, SV, 3
Alberelli editore, Parma, 6
Alessandria d’Egitto, 8, 20, 27, 28
ANEI (Associazione nazionale ex internati), 33
Ansaldo, fabbrica di armi, Genova, 4, 6
Ansaldo, fabbrica di armi, Pozzuoli, 6
Arandora Star, nave inglese con a bordo 1278 internati civili italiani, austriaci e tedeschi, affondata dall'U-Boat 47 il 2 luglio 1940, — 63
Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Roma, 63
Arma di Taggia, IM, 3
Armistizio Italia – Alleati, 8 settembre 1943, 31, 33, 37, 39, 40, 42, 43
Armistizio Italia – Francia, 25 giugno 1940, 7
Ascension, isola oceano Atlantico, 63
Australia, 13, 21, 27, 29
Badoglio Pietro, generale, 8
Balbo Italo, governatore Libia, 8, 12, 32
Baracca Francesco, 19
Barce (Libia), 11
Bardia, 11, 18, 20, 23, 24, 32
Barèra Toni (Gastone Furlan, Treviso), 48
Becco Rosso (presso Colle di Tenda), 5
Bellò Emanuele, studioso e scrittore, 7
Bengasi, 10
Beretta, fabbrica d’armi, 6
Bergonzoli Annibale, generale, 17
Bologna, 59
Bomba atomica, 41
Bonacci editore, 34
Bongiovanni Alberto, storico, 22, 32
Borgo Mestre, Treviso, 1
Bredariol Augusto (Gusto Pegorèr), giornalaio di Canizzano, TV, 60
Brennero, 58
Briga, 5
Càe de Oro, quartiere di Treviso, 48, 63
Cairo, 12, 24
Campochiesa, IM, 3
Canada, 62
Canciani, osteria a San Giobbe, Venezia, 43
Canizzano (Treviso), 43, 60
Cannone 149, — 16
Cannone 381, — 17, 21
Cannone Ansaldo 75/46 Mod. 34, — 4, 6, 7, 17
Canzone “Torna piccina mia”, 20
Cappellano Filippo, storico militare, 6
Captivi Italici, documentario di Stefano J. Moni, 26, 34, 63
Caracci Manlio, testimone campo prigionia Zonderwater, 63
Caratozzolo Marino, infermiere, porta Manzoni Treviso, 43, 49
Carcano Salvatore (inventore del fucile ’91), 6
Caricatore Mannlicher, 6
Caritas, 36
Carro armato inglese Matilda, 22, 32
Casetta rossa, “prigione nella prigione” a Zonderwater, 44, 45, 46
Catena, località di Mestre, 1
Centro Internazionale Crocevia, Roma, 63
Cimadolmo, TV, 1
Cirenaica, 8
Cocco, capitano, Treviso via Manin 150, — 39
Colle di Tenda, 4
Conti Flavio Giovanni, storico, 33, 40, 63
Convenzione di Ginevra 1929, 34
Croce Rossa, 29, 42, 56, 57
Cullinan, 36, 37
Cuneo, 4,14
De Ambrosis Pietro, sopravvissuto affondamento Empress of Canada, 63
De Gaulle Charles, 33, 57
Decima armata italiana in Cirenaica, 1940 - 1941, 8
Della Martina Lorenzo, 63
Delta del Nilo, 8
Derna (Libia), 11
Diavoli rossi, squadra di calcio a Zonderwater, 51
Divisione Cirene, 13, 21
Dronero, CN, 7
Duce, 8, 28
Dunera, nave inglese trasporto prigionieri italiani [1941], 29
Durban (Sud Africa), 29, 31, 34, 35, 36, 55, 56, 63
Egitto, 8, 11, 12, 29
Einaudi editore, 7
Empress of Canada, nave inglese partita da Durban con un carico di prigionieri di cui 200 italiani, affondata dal sommergibile italiano Leonardo Da Vinci il 13/14 marzo 1943, — 63
Estremo Oriente, 41
Filovia n. 8 (Venezia – Treviso, 1946), 59
Firenze, 33, 63
Fois, tenente IV reggimento artiglieria, 1940-41, — 3, 22
Forte Taborda (Colle di Tenda), 5
Francia, 4, 7
Fucile ’91 (fucile “Carcano Mod. 1891”) , 2
Furlan Gastone, Càe de Oro, Treviso, 43, 48, 49
Gazzini Mario, storico, 34, 63
Genova, porto, 5
Germania, 31, 33, 41, 42 63
Giappone, 41, 63
Giusto (Paja) Angelo, Canizzano di Treviso, 60
Granili (porto di Napoli), 9
Graziani Rodolfo, generale, 8
Guerra di Spagna, 6
Il Mulino, editore, 33
Incrociatore Fiume, 28
Incrociatore Pola, 28
Incrociatore Zara, 28
India, 13, 27, 29, 43
Inghilterra 1940 (progettata invasione tedesca dell’… ), 8
Inghilterra, 37, 38
IV Reggimento Artiglieria, [1940 Mantova], 2
Jeep, 16
Johannesburg, 36
Kenia, 36, 57
Kennedy John Fitzgerald, presidente Usa, 6
L’arciere, editore, Dronero, CN, 7
Labanca Nicola, storico, 33
Laconia, nave inglese con 1800 prigionieri italiani a bordo (di cui circa 1400 morirono), affondata il 12 settembre 1942 al largo delle coste africane dall' U- Boat 156, — 34, 63
Lai Elia, sergente IV Reggimento Artiglieria, Cagliari, 2, 7, 9, 38
Le Lettere, editore, 33
Libia, 1, 8, 12, 32, 43, 51, 53
Limone Piemonte, CN, 4, 9
Liverpool, 63
Mafia (nel campo di prigionia di Zonderwater, Sud Africa, WWII), 46
Malta, 10
Mantova, 1, 2, 3, 4, 33
Mar Rosso, 29
Marcuzzo Bruno, storico militare, 6
Marsa Matruh, 8, 12
Marzorati, editore, 33
Massariol Nino, fornaio, Canizzano TV, 1, 3, 9
Massaua 63
Matapan, battaglia, 28
Mentone, Francia, 7
Messina, 10
Mestre, 59
Mestriner Silvio, “Catena” di Mestre, 1, 9
Minola Mauro, storico, 7
Mitragliatrice Saint Etienne, 1, 6, 20
Mogliano Veneto, 1
Mombasa, 57
Mondovì, CN, 9
Moni Stefano J., autore documentario Captivi Italici (1989), 63
Monitore inglese Terror, 32
Montanari Mario, storico, 15, 16, 32
Montebelluna, 2
Moto Guzzi “Alce”, 13
Mozambico, 36, 48, 49
Mussolini, 4, 8, 12, 31, 39, 41
Napoli, 9, 10, 57, 58, 59
Natal (Sud Africa), 63
Nova Scotia, nave inglese con circa 1200 persone a bordo fra prigionieri italiani e equipaggio e guardie inglesi e sudafricani, affondata dall'U-Boat 177 il 28.11.1942, — 63
O’Connor Richard, generale comandante Western Desert Force [1940 - 41], 8
Olgiata (Roma), 7
Operazione Compass [1940 - 41], 8, 15
Oswald Lee Harvey, assassino di Kennedy, 6
Parma, 6
Perinaldo, IM, 3, 7
Piave, 7
Pietermaritzburg (Sud Africa), chiesetta costruita da prigionieri italiani, 63
Porto Said, 57
Pretoria, 36, 51, 52, 53, 54
Quinzi Andrea David, 34
Rainero Romain H., 33
Regia Manifattura d’Armi di Torino, 6
Repubblica Sociale Italiana, 39
Resistenza al nazifascismo, 39
Ridotta Capuzzo (Confine Libia – Egitto, 1940 - 41), — 11, 23
Rigoni Stern Mario, 7
Rochat Giorgio, storico, 40
Roma, 34, 59
Rommel, 15
San Fior, TV, 1
San Giorgio (incrociatore), 11, 12
San Lazzaro di Treviso, 1
San Zeno di Treviso, 60
Santa Bona di Treviso, 43
Sant'Elena, isola oceano Atlantico, 63
Savoia, re d'Italia, 62
Sidi el Barrani, 8, 15, 32
Sile, fiume, 11, 60, 62
Sollum, 11, 12, 19, 24, 25, 26
Sommergibile Leonardo Da Vinci, 63
Springboks, divisione sudafricana, WWII, 45
Stati Uniti d'America, 38, 40, 61
Sud Africa, 13, 29, 34, 38, 43, 44, 49, 55, 63
Suez, 28, 29, 57
Svizzera, 48
Taranto (attacco inglese alla base italiana di…), 32
Tenda (città di), 5
Terni, 6
Terraglio (strada Mestre – Treviso), 60
Terzo Reich, 39
Tobruch (Libia), 11
Torino, 6
Torresan Carlo e Giuseppe, mugnai di Canizzano, Treviso, 60
Treviso, 26, 39, 48, 59
Treviso, Campana, negozio tessuti, 48
Treviso, Caserma Salsa, 61
Treviso, chiesa di Santa Caterina, 1
Treviso, distretto militare, 1, 61
Treviso, pescheria, 48
Treviso, piazza San Vito, 48
Treviso, porta Manzoni, 43
Treviso, poste vecchie, 1
Tripoli (Libia), 9, 10
Tripolitania, 8
Tronchin Jole, Canizzano di Treviso, 53
Tunisia, 32
U-Boat 47, — 63
U-Boat 156, — 34, 63
U-Boat 177, — 63
Umberto [di Savoia], principe, 22
Unione Sovietica, 33
UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration / 1944 - 47), 61
Valiani Renzo, Memorialista campo di prigionia Zonderwater, 63
Venezia, 57, 58, 59
Venezia, piazzale Roma, 59
Venezia, San Giobbe, 43
Verona, 1
Via Balbia (Libia), 32
Viareggio, 9
Vicenza, 51
Vittorio Veneto (nave da battaglia), 28
Western Desert Force, 8, 15
Zara Carlo, contadino di San Lazzaro, Treviso, 1
Zerio Toni, negoziante a Borgo Mestre, Treviso, 1
Zonderwater, campo di prigionia in Sud Africa, 34, 37, 41, 42, 43, 44, 47, 54, 56, 59, 63
Zulu, 35, 46, 47




Al fronte e in prigionia - Recensione


La guerra e Zonderwater nella storia di Guido Granello scritta da Camillo Pavan e pubblicata a Santa Lucia di Piave
La Gazzetta del Sud Africa
Lunedì, 17 Dicembre 2007
E’ uscito in questi giorni “Al fronte e in prigionia. La seconda guerra mondiale nel racconto dell'artigliere Guido Granello”, un volumetto edito dalla CSC di Santa Lucia di Piave.

Si tratta di una “storia di vita” raccolta da Camillo Pavan, studioso trevigiano che nelle sue ricerche sul fiume Sile e sulla Grande Guerra ha sempre dato largo spazio alle testimonianze orali.

In questo lavoro Pavan riporta, sotto forma di racconto in presa diretta, la sintesi di una serie di conversazioni con un reduce dell'ultima guerra, chiamato alle armi a vent'anni nel marzo del 1940 e ritornato al paese settantadue mesi più tardi, nel marzo del 1946.

L'artigliere Granello, inquadrato a Mantova nel IV Reggimento contraerea, partì per le esercitazioni a fuoco nelle montagne fra Liguria e Piemonte. Allo scoppio della guerra si trovava sul Colle di Tenda per contrastare col cannone 75/46 dell'Ansaldo gli aerei francesi e inglesi che andavano a bombardare il porto di Genova. Dopo i pochi giorni nelle Alpi occidentali, la guerra di Guido continuò sulla sabbia infuocata del deserto libico. “E sempre con la stessa divisa di panno -, ricorda. - Si moriva dal freddo in montagna, si moriva dal caldo nel deserto”.

In Libia, le truppe italiane guidate da Rodolfo Graziani dapprima avanzarono per 120 km in territorio egiziano fino a Sidi el Barrani, ma all'inizio di dicembre del 1940 subirono la controffensiva della Western Desert Force inglese che, nel giro di due mesi, sbaragliò la Decima Armata italiana (oltre 130.000 uomini) e occupò l’intera Cirenaica.

Catturato a Bardia il 5 gennaio 1941, il nostro artigliere fu rinchiuso per una ventina di giorni nelle “gabbie di reticolato” (e chèbe) presso Alessandria d'Egitto e poi trasferito in Sudafrica nella stiva di una nave da carico inglese. Un viaggio che durò ventisette interminabili giorni, con un trattamento ai limiti della sopravvivenza, in spregio alle più elementari norme della Convenzione di Ginevra.

In Sudafrica Granello venne destinato al campo di Zonderwater, insieme a migliaia di altri soldati catturati in Libia e in Africa Orientale. Il campo di concentramento era enorme, forse il più grande fra i campi della Seconda guerra mondiale. Tuttavia una gestione sostanzialmente corretta vi rese sopportabile la permanenza, pur con tutta la durezza di una vita tra i reticolati. Basti pensare che fra i 92.000 prigionieri che transitarono a Zonderwater si contarono circa trecento morti: una cifra ben lontana dagli impressionanti tassi di mortalità dei prigionieri italiani nella Russia comunista (oltre il 75%), nella Germania nazista (7,5%) o in mano ai democratici “alleati” francesi (7,3%) .

Proprio con una nave francese avvenne il ritorno in patria. L'equipaggio “ce l'aveva su a morte con gli italiani perché gli avevamo dato “la pugnalata alla schiena” all'inizio della guerra”, ricorda Granello, e pur essendo la nave sotto l'egida della Croce Rossa e la guerra ormai finita da un anno “ci hanno fatto patire la fame per diciassette giorni, fino a Suez”. Qui i prigionieri furono consegnati agli inglesi per l'ultima tappa, il porto di Napoli.

Da Napoli, con un viaggio avventuroso sulla dissestata rete ferroviaria che risale l'Italia su un unico binario (con precedenza per gli Alleati), Granello giunse finalmente a Mestre e poi a Treviso la notte dell'11 marzo 1946.

GUIDO GRANELLO

E’ nato nel 1920 a Canizzano (TV), dove vive. Alla fine della guerra lavorò per un triennio con gli inglesi. Poi emigrò in Canada. Ritornato a Treviso lavorò come mugnaio e in fornace. Nel 1960 fu assunto dall’Edison di Marghera in un reparto particolarmente nocivo, tanto che andò in pensione nel 1979 con il 60% di invalidità permanente.

ZONDERWATER

Il campo di prigionia di Zonderwater sorgeva a 1500 metri sul mare, nella provincia del Transvaal, antica repubblica boera. Fu scelto per la sua favorevole posizione geografica e logistica: al contempo isolato e vicino alla capitale Pretoria e inoltre facilmente raggiungibile dal porto di Durban mediante la ferrovia. Con la sua capienza di 112.000 unità e un picco di presenze di oltre 90.000 uomini, (Gazzini) si ritiene che Zonderwater sia stato il più grande campo di prigionia della Seconda guerra mondiale. A dirigerlo nei primi due anni fu il col. De Welt e, dall’inizio del 1943 fino alla sua chiusura nel 1947, il col. Hendrik Frederik Prinsloo. Per l’umanità e il senso di giustizia con cui resse il difficile incarico, il col. Prinsloo fu premiato con alte onorificenze dalla Repubblica italiana e dal Vaticano.

A ricordare il campo c’è ora un piccolo museo e un cimitero con le tombe di 252 militari deceduti durante la prigionia e altri 12 ex prigionieri che hanno voluto essere sepolti vicino ai loro commilitoni. Ogni anno, all’inizio di novembre vi si svolge una cerimonia ufficiale di commemorazione alla presenza di reduci, autorità sudafricane e italiane.


Al fronte e in prigionia - Indice




Verso la guerra
Sul fronte francese


In Africa Settentrionale


L'offensiva italiana


La controffensiva inglese - “Operazione Compass”


La cattura


Il trasferimento dopo la cattura


I prigionieri italiani nella Seconda Guerra Mondiale


L'arrivo in Sud Africa


L'8 settembre 1943


Zonderwater: vivere in prigionia


Il ritorno


L'arrivo a casa


In cerca di lavoro