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domenica 29 aprile 2012

In fuga dai tedeschi - Alcune pagine

Profughi italiani dopo Caporetto, popolazione civile friulana e veneta in fuga oltre Tagliamento e Piave

A sinistra in basso
Gruppo di profughi radunati sulla piazza di Maniago, in attesa di partire per l'esilio
A destra: pag. 7
Note su interviste, intervistati e metodo di lavoro



***

Trascrizione della parte iniziale di pagina 7

Prologo 
 
"Mi ricordo come fosse adesso" 
Isolina Polita, Romanziol                                         
"Adesso sembra una favola"
Lido Fattori, Udine


Tra realtà e favola. I due estremi entro cui scorrono le testimonianze raccolte. Precise fino al più minuto dei particolari, ma rivissute quasi come una favola.
Testimonianze che non hanno, né possono avere, la ponderatezza (ma neppure le ruvidità e le aspre prese di posizione politica) di quelle coeve, pubblicate da adulti, in memorie, diari, inchieste note e meno note.
I protagonisti di questo libro erano allora bambini, al massimo adolescenti; nessuno arrivava ai vent'anni. Sono donne e uomini qualsiasi, ma sono gli ultimi ad aver vissuto in prima persona quell'evento lontano, straordinario e terribile che fu la Grande Guerra.
Nei loro racconti non mancano ingenuità, imprecisioni, esagerazioni e rielaborazioni a posteriori di episodi da loro stessi mille volte ascoltati.
Leggendo con attenzione si riuscirà a distinguere il vero, il vissuto come vero e il fantastico.
Lasciandoci andare al ritmo della narrazione si entrerà “dal vivo” in un’epoca, in luoghi e in avvenimenti da lungo tempo ormai consegnati alla storia. [...]



risveglio austriaco trento eco litorale trieste liller kriegszeitung
A sinistra 
I giornali di Trento e Trieste sulla ritirata di Caporetto 
A destra
Tre testimonianze sull'avanzata dei "tedeschi"
parroco fontane di villorba TV, vescovo Pellizzo di Padova - 1917, ritirata caporetto
Sx. Lettera del parroco di Fontane di Villorba  TV al vescovo Longhin.
Dx. Inizio del capitolo "Preti e vescovi dopo Caporetto"


Retrocopertina:
"Mezzi militari austro-ungarici riportano 
i profughi italiani al loro paese". 
Da Österreichs Illustrierte Zeitung 
Vienna, 4 novembre 1917.
(Centro di documentazione storica
sulla Grande Guerra - S. Polo di Piave TV)

venerdì 27 aprile 2012

Profughi dopo Caporetto "In fuga dai tedeschi " - Giudizi e recensioni


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In fuga dai tedeschi, di Camillo Pavan, 2004 - Elenco intervistati - Friulani e veneti dopo Caporetto



- Dati anagrafici aggiornati al 30 giugno 2004
NC = Data non conosciuta
- Tra parentesi le date di registrazione delle interviste



Bacchet Giuseppe, 1911- 2002, Boldara di Gruaro, VE. Sposato, 3 figli. Coltivatore diretto. (19.III.1998)
Baldasso Emilia, nata nel 1911 a Visnadello, TV, residente a Spresiano-Calessani. Per qualche anno contadina nell'Agro Pontino, poi operaia. Sposata con Piero Barbon Pedrina nel 1936. «Quando ero a San Felice Circeo ho avuto due parti e tre figli: e per questo ho preso il premio del Duce». (26.IV.1994)
Barbon Fiorenzo, Varago 1909 - Maserada, TV, 2002. Sposato, 3 figli. Muratore. (22.IV.1994)
Barbon (Pedrina) Piero, 1908 - 1998, Spresiano, TV. Di famiglia contadina, dopo la guerra ha lavorato per alcuni anni una campagna nell'Agro Pontino; poi è stato operaio alla Lazzaris di Spresiano. (26.IV.1994)
Baron Rosa (Rosina), 1908 - morta [NC], Moriago della Battaglia, TV. Sposata con Olivo Rizzetto, 1 figlia. (23.VIII e 15.IX.1994)
Basei Luigi (Còchi Basèi), 1902 - 2001, Santa Lucia di Piave, TV, via Caldevie. Sposato, 6 figli. Famiglia di fittavoli del conte Ancillotto all’epoca della guerra; poi coltivatore diretto. (13.VI e 11.VIII.1994)
Bellò Augusta, n. a Covolo di Pederobba, TV, nel 1905, m. a Crocetta del Montello nel 2002. Sposata nel 1927 con Fornasier Giuseppe, 4 figli. «Ho iniziato a lavorare all'epoca della guerra, a 12 anni, il giorno dopo che li avevo compiuti, nello “Stabilimento di Crocetta”, il Canapificio Veneto. In famiglia lavoravamo un po' tutti lì». (21.V.1994)
Bernava Alceo, n. nel 1907 a Pantianicco, UD, dove risiede; negoziante. «La nostra era una famiglia di piccoli artigiani (mio padre era calzolaio), con qualche po' di terra appena appena (…) Anch'io ho imparato a fare il calzolaio e dopo mi sono messo nel commercio». (14.II.1998
Berti Antonia, Moriago, 1900 - Fontigo, TV, 1998 . Sposata nel 1923 con Augusto De Luca, 2 figli.«Andavo a lavorare nel Canapificio Veneto di Crocetta. Stavo lì tutta la settimana; si tornava a casa al sabato e alla domenica si tornava a partire, sempre a piedi; eravamo un gruppo di ragazze». (22.VIII e 15.IX.1994)
Bianchin Giulio, 1914-2000, Ciano del Montello, TV. Sposato con Celestina Buratto, 5 figli. Coltivatore diretto. (13.V.1994)
Bozzat Aurelia, nata nel 1907 a Cordovado, PN, abitante a Gruaro, VE. Sposata con Infanti Giuseppe (1907), due figli «e lavorare come una mussa, specie quando il marito era in guerra». Contadina, casalinga. (19.III.1998)
Bragato Luigi,1909 - 2003, Cappella di Scorzè, VE. Celibe. «Contadin sóto paron, sóto l'ECA de Venessia». (4.IX.1999)
Brescancin Giovanni (Nani Brescacìn), n. nel 1906 a Ponte della Priula, vive in casa di riposo a Santa Lucia di Piave. Sposato nel '28 con Pompeo Virginia, 5 figli. Emigrante in Francia per alcuni anni dal '29 come operaio nella costruzione della diga di (Barrage de) Sarrans.«Ho sempre lavorato la terra e in più ho fatto un po' il commerciante di maiali». (17.VIII e 26.IX.1994)
Bresolin Maria, (Maria Jàne), 1909 - 2002, Pederobba, TV. La famiglia d’origine (8 fratelli nella stessa casa), lavorava in affitto “a generi” terreni della Curia . «Io ho iniziato a lavorare a 10 anni al Canapificio Ven. di Crocetta ed ero la più piccola di tutte (…) mi sono sposata a 25 anni e ho avuto 9 figli, più due che sono morti che fanno 11». (24.V e 2.VI.1994)
Cantarut Maria, n. a Giassìco di Cormons nel 1905, residente a Brazzano (GO) durante la guerra. «Mio papà aveva campa-gna e durante la guerra gestiva uno spaccio di alimentari e vino». (27.XI.1998 e 28.XII.1998, Casa albergo Ai Faggi, Udine)
Carussi Ester, nata a Udine nel 1913. «Mio papà era falegname, e anche pompiere, mia mamma faceva la casalinga». (28.XII.1998, Casa albergo Ai Faggi,Udine)
Cella Maria, n. nel 1903 a Rustigné di Oderzo ,TV; dal 1924 trasferita a Nervesa. Famiglia di contadini, mezzadri. Sposata nel 1924 con Ambrogio Pizzuto, 3 figli. «Mio marito è morto nel 1933, per le ferite provocategli da un toro scappato di stalla».
Cesco Ermenegilda, n. nel 1899 a Bigolino, TV; vive nella casa di riposo Villa Belvedere di Crocetta. Sposata con Pietro Prosdocimo: 4 figli, di cui una bambina morta a tre mesi. «Mio padre faceva lo stradino (…) io ho lavorato in filanda finché ho preso la pensione, cioè fino al 1933, poi ho allevato la famiglia ». (24.VIII e 16.IX.1994)
Chiandini Ilda, «ma sono più conosciuta come Esterina», n. nel 1909 a San Gottardo di Udine, «in fondo a via Cividale, quasi sul Torre». Sposata con Lido Fattori, 3 figli. Residente a Udine. Sarta. «Ho lavorato 35 anni da Basevi, in via Mercato Vecchio, proprio in centro a Udine». (30.X.1998)
Chiarcossi Gilda, n. nel 1910 a Codroipo . «Mio padre faceva servizio in ferrovia, in un casello qui vicino: mio padre di notte e mia mamma di giorno». (16.II.1998)
Cocco Assunta, nata nel 1902 a Ceggia, VE - morta nel 2001. Sposata con Pasqualetto Ernesto, 4 figli.«Mio papà faceva il guardiano delle ferrovie». (22.II.1999, Casa di Riposo-Monumento di San Donà di Piave)
Colussi Oliva Teresa, 1907-2001, Frisanco, PN. Casalinga. Sposata con Silvio Rosa Teio, 4 figli. (19.V.1998)
Comin Campagnola Angela, 1904-2002, Crocetta, TV. «Lavoravamo la terra per conto nostro, avevamo 12 campi; eravamo riusciti a comprarci la terra perché facevamo el mestier dée séste (cestai)». Sposata, 1 figlia. (21 e 31.V.1994)
Comuzzi Letizia, 1912, Rivignano, UD. «Sono nata a Rivignano, ma sono sessantacinque anni che sono sposata qui a Udine». (27.XI.1998, Casa albergo Ai Faggi, Udine
Concari Luigia, n. nel 1903 a Pinzano al Tagliamento, PN. Da profuga in provincia di Campobasso le muore la madre, di spagnola. Rimasta sola, dopo la guerra si trasferì a Udine, dove si sposò. (27.XI e 28.XII.98, Casa alb. Ai Faggi, UD)
Coran Antonia, n. nel 1910 a Lovadina (TV), dove risiede. Casalinga, sposata, 5 figli. Suo padre da ragazzo faceva il servitore in paese, nella famiglia di Giuseppe Pol, detto Bepi Brosa. Dopo sposato ha lavorato da Lazzaris e all'estero, Francia, Germania… «nei boschi a tagliare legna: prendevano dei lotti di bosco e partivano in gruppo». (21.IV.1994)
Corrà Romolo, n. il 19.IV.1905 a Vas, BL - morto [NC]. Conducente di camion, autista a noleggio. Sposato nel 1931 con Zemira Curto, 3 figli. «Mio padre faceva il falegname e in più lavorava alla cartiera di Vas». (24.VIII e 16.IX.1994)
Cortesia Rosa, 1908-1997, Vidor. «Lavoravamo un po' di terra ed eravamo in 10 in famiglia. Vivevamo così, arrangiandosi (…) Io ho iniziato a lavorare a 12 anni, nella filanda Zadra qui in paese … ho lavorato fino a 27 anni quando mi sono sposata con Marino Falcade, falegname. Ho avuto due figli». (3 .VIII.1994)
Cortesia Teresa, 1903-1997, Vidor. Sposata, 2 figlie. Fittavola di az. agricola Albertini, più lavoro in filanda. (23.VIII.1994)
Crast Maria, 1909 - 2002, Stupizza, UD. Sposata con Guglielmo Tramontin, 3 figli. Abitava nel casello dell'ex ferrovia Cividale-Caporetto. «Eravamo tutti contadini e non c'era il bosco come adesso, c'era tutti prati e terreno coltivato fino sulla curva, dopo le caserme». (15.IV.1996)
Crùcil Rosaria, n. a Loch di Pulfero, UD, 1912. Sposata, 1 figlia. «Casalinga e contadina». (10.X.1996)
Curto Zemira, nata a Càrpen il 13 settembre 1908. Di famiglia benestante, proprietari e commercianti di bestiame: «Suo padre aveva sempre in casa, continuamente, 40 bestie». [Romolo Corrà] (24.VIII e 16.IX.1994)
Dal Canton Matteo (Matìo Gamba), 1908 - 2003, Quero, BL. Sposato nel '34 con Maria Tessaro, di Alano, 4 figli. «Sempre fatto il contadino, si aveva 20 campi locali (cioè 20 “quarte” da 800 m2) e poi si aveva la montagna; terreno che adesso ho più che raddoppiato. Per passione ho sempre lavorato anche il legno». (30.V e 2.VI.1994) Dalla Palma Angelo, n. il 2.II.1912 sulla presa 10 del Montello dove i suoi (originari da Coldarco di Enego) erano proprietari di 8 campi di terra. Dal 1936 al 1962 ha abitato e lavorato la terra nella presa 14. Ora vive al Cippo Arditi (Santa Mama del Montello). Sposato dal 1935 con Teresa Francescato, 4 figli. (9 e 21.V.1994)
Daniel Francesco, n. a Ponte di Piave, via Grave, 1905 - m. a Negrisia, 2001. Sposato, 3 figli. Coltivatore diretto, «I miei lavoravano 15 campi di terra in proprietà». (23.VIII e 1.IX.1993)
De Ruos (Cóa) Angelo, 1903- 2001, Sovilla di Nervesa, TV. Sposato nel 1932, 4 figli. Famiglia contadina con campi propri sul Montello (divisione del bosco), più altri a Sovilla. «Ma ho fatto anche 7 anni alla Breda di Milano, e poi sono stato alla Puricelli di Postumia e alla Fervet di Castelfranco». (28.IV e 20.V.1994)
De Zorzi Giovanna, n. nel 1912 a Fener (BL) - morta [NC]. Sposata con Alessandro Bozzato, muratore, morto nel 1968, 1 figlia. «Mio nonno materno Andrea Meneghin era siór e aveva tanta terra propria; mio nonno paterno Giacomo De Zorzi faceva l'ufficiale di posta; mio padre era postino. Anch’io poi ho fatto la postina». (30.V e 2.VI.1994)
Disastri Luigi, nato il 14 giugno 1900 a Saletto di Breda di Piave, TV. Vivente …e grande festa per i 104 anni! Sposato, 4 figli. Artigiano falegname, per alcuni anni è stato emigrante in Francia. Impegnato in politica «all'epoca del sindaco Foresto» — nel 2° dopoguerra — come consigliere comunale comunista. (1 e 3.IX.1993)
Faccin Antonio, 1898 - 1999, Fontanelle, TV. Sposato, 9 figli. Coltivatore diretto. Vari incarichi "di fiducia” in comune e in parrocchia. (Registrazione effettuata in casa del genero Emanuele Nespolo; Mansuè, TV, 13 marzo 1998).
Fattori Lido,1907 - 2002, Udine. Fabbro meccanico, agricoltore e mediatore. «Si era proprietari di cinquanta campi in periferia di Udine (via Planis), e soprattutto si sfruttava un salto d'acqua con battiferro e magli: si facevano carri da trasporto per la provincia. Nel '36 ci hanno espropriato tutto, quando hanno fatto il cavalcavia». (30.X.1998)
Favretto Ernesto, n. nel 1907 sul Montello, c/o Fontana Bocchin, - m. a S. Maria della Vittoria, 1999. Sposato, 9 figli. Coltivatore diretto. «Arrivati sul M. poco dopo la divisione del bosco: 2 campi e mezzo di terra, e arrangiarsi (…) Poi un po' alla volta siamo arrivati a 6 campi nostri; ce ne hanno espropriati 5 nel '59 per fare la polveriera». (16.XI.1986)
Franceschi Eugenio, (Gènio Condóta), Sant'Angelo di TV, 1910 - 1995. Sposato, 4 figli. Coltivatore diretto. (23.XII.1984)
Furlan Angelo, n. a Stabiuzzo nel 1912 - m. a San Michele di Piave, TV, nel 2002. Sposato, 3 figli.«Lavoravamo sei campi a mezzadria sotto Biffis Gerolamo da Mareno… [poi] io ho lavorato per trent'anni in un'azienda delle grave del Piave: l'Ente delle Tre Venezie» [ora ESAV]. (18.VIII.1994)
Ganz Nerina, Falcade, 1902 - S. Maria d. Vittoria , TV, 1998. Sposata, 6 figli. Venduto a Falcade nel '20 compra sul Montello 28 campi sulla 16, a 1000 £ al c. «A Falcade gli uomini giravano il mondo, facevano i muratori, e le donne lavoravano la terra. Nel '29 ho fatto 2 anni allo Jutificio Vercellese per pagarmi una macchina da cucire Singer (1100 lire)». (26.X.1986)
Gastaldin Antonio, 1900 - 1992, Badoere, TV. Sposato, 4 figli. Muratore. «Io ho sempre lavorato, non ho perso una giornata di lavoro». (26.VIII.1988)
Gemionite Margherita (Rita Bertolini), 1903 - 2003, Maserada, TV. Nubile. «Per vivere siamo andate in filanda: le sorelle più vecchie a 12 anni e io a 13. In filanda mi son fatta 36 anni: 12 con le mani nell'acqua, che mi ha mangiato anche le nosèe delle dita, e il resto a "provinare" la seta: da perdere gli occhi». (23.IV e 7.V.1994)
Geronazzo Giovanni, 1911 - 2003, Funer di Valdobbiadene, TV. Sposato, 2 figli. Coltivatore diretto. «Il bisnonno, aveva una latteria; il nonno prima della guerra aveva una distilleria di grappa… e teneva le vacche in montagna, d'estate, sulla Barberia, Col Teron, Mariech. Siamo sempre stati proprietari». (23.VIII e 15.IX.1994)
Martin Primo, 1907, San Biagio Callalta – 2003, Santa Maria della Vittoria. Sposato, 6 figli. Coltivatore diretto. «Fino al 1921 si era fittavoli del barone Onesti da Paese, a Rovarè di S. Biagio, local. Calion. (…) Quando siamo arrivati sul Montello, la nuova campagna era piena di frésa (felci) e di rovi: di 30-40 campi ce ne saranno stati 3 di buoni per l'agricoltura». (26.X.1986)
Masutti Clotilde, n. a Sarmede nel 1910 e res. a Sant’Angelo di Treviso. Sposata, 4 figli. «Mio padre ha fatto 45 anni il capo in Germania, a tracciar strade in mezzo alle montagne, in Ungheria, in Bulgaria… anche sul Vajont». Nel '23 venduto a Sarmede e comprato 13 campi a Sant’Angelo, a 3000 lire al campo. All’arrivo a Treviso: violenta reazione dei vecchi fittavoli. (2.VI.1986)
Molinari Mafalda, nata nel 1911 a Casali Malina (Premariacco, UD), residente a Cerneglons di Remanzacco, UD. Sposata con Amoreno Venìca, due figli. «Lavoravamo la terra del conte Puppi di Moimacco». (15.X.1998)
Pacquola Oreste, 1909 - 1995, Cavazuccherina / Jesolo. Sposato, 3 figli. «Ho fatto l'artigiano; facevo carri, aratri, di tutto per l'agricoltura e anche il maniscalco, perché prima dell’ultima guerra qua a Jesolo ogni famiglia aveva il cavallo, “razza Piave”, velocissimi. D'inverno nella spiaggia c'erano duecento cavalli allo stato naturale (…) ». (28.VI.1994)
Pelizzo Domenico, 1907 - 2003, Faedis, UD. Sposato, quattro figli. «Sempre lavorato la campagna, mi piaceva avere la campagna, avevo passione… però è ingrata!». (9.X.1996)
Pelizzoni Romana, nata nel 1911 a Goricizza (UD), dove risiede. Sposata, 3 figli. Casalinga. «Mio padre era impresario muratore: era un benestante». (16.II.1998)
Piccoli Celso, Codroipo, 1908. «Mio padre faceva il bracciante, lavorava per la ditta Lotti di Codroipo che aveva grandi magazzini di olio». (18.II.1998)
Polita Isolina, n. nel 1910 a Romanziol di Noventa (VE) - morta [NC] a San Donà di P. «Mio padre faceva il modellista, cioè faceva sagome per le ville col gesso e poi i muratori facevano le gettate in cemento. Guadagnava, e si poteva vivere anche senza terra ». Sposata, tre figli. «Io facevo la ricamatrice per conto mio». (13.IX.1993)
Puicher Giovanni, 1903 - 2000, Sappada. Sposato, 1 figlio. Cultura vivace (ha scritto un’autobiografia e collaborato a stampa locale). Vita avventurosa; sempre apprezzato per le sue qualità: «Ho fatto il pastorello in Val Sésis, 11 anni ad Asmara [prigioniero degli inglesi, fuggito e ripreso, lavorò poi come impiegato per loro], il carpentiere in Svizzera per 14 anni…». (1.II.1996)
Putto Annunzio, Segusino, nato nel 1902 - morto [NC]. Sposato, 1 figlia. «Ho sempre fatto il calzolaio, in paese. Mia mamma era casalinga e mio papà ha fatto il carabiniere per una trentina d'anni». (24.VIII e 16.IX.1994)
Rizzetto Olivo, 1909 - 2004, Moriago. Ex dipendente Enel, marito di Rosa Baron. «Eravamo mezzadri di Isabella Bellotta, una grossa proprietaria. Era vedova e sola, ma avida; era una carogna. Anche se ricca mangiava poenta e rénga, e poi i soldi, ha trovato chi glieli ha mangiati tutti: un nipote (…)». (15.IX.1994)
Rizzi Marino, nato il 7 gennaio 1908 a Udine, p.le Giobatta Cella.. Il padre, ferroviere macchinista originario di Treviso, morì nell’ottobre del 1919. «Io ho fatto l'elettricista (…) C'erano fuori i bandi di concorso per l'aeronautica, ho fatto la domanda e son finito in aeronautica per 42 anni, sottufficiale». (27.XI e 28.XII.1998, Casa albergo Ai Faggi, UD)
Rosa Teio Silvio, 1910 - 2004, Frisanco, PN, Sposato con Colussi Oliva Teresa, 4 figli. Coltivatore diretto. (19.V.1998)
Rosiglioni Luigi (Vittorio), 1903 - 1994, Noventa di Piave, VE. Sposato, 3 figli. «A quindici anni ho cominciato a menar la carriola e dopo vari lavoretti come operaio semplice (manovale) ho lavorato soprattutto per l’impresa Rado (Giuseppe e Giovanni), di Noventa… il mio vero mestiere è il muratore». (11.IX.1993)
Saccon Maria (Maria dea Barca), 1907 - 2002. Nata a Fontanelle, residente a S. Polo fino al '31 quando si è sposata con Ugo Gaiotto e si è trasferita a Roncadelle dove, dal '34, ha condotto un passo a barca sul Piave. «Siamo andati avanti finché hanno fatto il ponte di Cimadolmo, e quello ci ha tolto tutto il lavoro». Ha avuto 7 figli. (18.VIII e 13.IX.1994)
Salviato Angela, nata nel 1907 a Case Bianche, local. di Musile, VE, vicino a Millepertiche; poi residente a Fossalta di Piave. «In casa eravamo in 37: prima della guerra in affitto e dopo la guerra mezzadri sotto Bizzarro. Avevamo una campagna di 84 campi». (13.IX.1993)
Scagnetto Michele, nato nel 1908 a Codroipo.«Eravamo operai, mio padre faceva un po' di facchino, un po' di tutto, poi andava a far mattoni in Germania, in Baviera, prima della guerra. Io di mestiere ho sempre fatto il meccanico, un po' sotto padrone e dopo la guerra ho messo su un’officina mia». (16.II.1998)
Schioppalalba Renato, 1903 - 1999, Varago, TV. Sposato, 1 figlia. «Nel 1916 sono andato a imparare il mestiere di fabbro a Vascon, da Cuzzato; poi ho lavorato da Ronfini in via Roggia a Treviso e ho fatto 13 anni di Africa orientale. Ho girato tutto l'Impero come camionista per conto dei Bet di TV. Ho una delle patenti più vecchie di Treviso». (3.III.1994)
Simonella Oreste, n. a Chiarano, TV, nel 1906 - m. a San Stino di Livenza nel 2003. Sposato, 1 figlio. Coltivatore diretto nella terra di bonifica "Sette Sorelle”. (19 e 30.I.1986)
Sòstero Paolo, n. nel 1910 a Purgessimo, UD - morto [NC]. Contadino, piccolo proprietario. «Dopo la guerra sono anche stato consigliere a Purgessimo, per la DC». (15.IV.1996)
Stefanato Vittorio, Corbolone, VE, 1910 - Casale s. Sile, 1991. Barcaro, sposato con Virginia Parpinel, 4 figli. (10.I.1987)
Tittonel Regina, n. a Campea di Miane, TV, nel 1909 - m. a Ciano del Montello nel 2003. Sposata, 3 figli. «Eravamo fittavoli sotto il conte Gera, che abitava a Padova, ma a Campea aveva un gran palazzo». Trasferiti nel 1922 a Ciano: «fittavoli sotto Carlo Biadene»; poi coltivatori diretti. (13 e 31.V.1994)
Todoverto (Pasquale) Maria, 1899 - 1999, San Vito di Valdobbiadene, TV. «Ho lavorato in filanda e mi sono sposata a 30 anni con Pietro Baldotto. Ho avuto 3 figli, ma solo 1 è sopravissuto (due sono morti piccoli)». (24.VIII e 16.IX.1994
Tomasi Eugenio, n. nel 1909 a Cismon (VI). «Sono un ex minatore, in Germania, in Francia, in Belgio e poi in Africa con le centurie operaie (…) Ho preso un po' di silicosi, l'invalidità per i dolori reumatici, per l'umidità a lavorare a mille metri sotto terra, cinquecento, ottocento…». (17.VIII.1999)
Tramontina Luigi, n. nel 1911 a Poffabro, PN, residente a Maniago. Coniugato con Colussi Mas Lucia, 2 figli. Muratore. Il padre morì nel 1920 per postumi di ferite in guerra, e «mia madre aveva cinque creature». (19 .V.1998)
Vendrame Gina, Salettuol di Maserada, 1913 - 1997. Sposata con Elio Licini, di Belluno, camionista; vedova dal 1955, due figli. Famiglia di origine contadina. Casalinga e «sette anni a Venezia nella case dei sióri». (27.IV e 7 .V.1994)
Venìca Amoreno, nato nel 1906 a Ipplis. Residente a Cerneglons di Remanzacco. «Il primo lavoro che ho fatto è stato sul casello di Ipplis, occorrevano 12 anni per andare in quel posto, e io ne avevo 11, ma mia madre con un paio di polli al capostazione mi ha fatto mettere lì». Marito di Mafalda Molinari. (15.X.1998)
Vieceli (Baracca) Prospero, nato nel 1907 a Fonzaso, BL, dove risiede. Sposato, 4 figli. Contadino ed emigrante: «Dopo sposato sono stato dappertutto, in Svizzera, dappertutto…». (17.IX.1999)
Zanutto Mario, n. a Clodig, UD, 1907 - m. a San Pietro al Natisone nel 2002. Sposato, 3 figli. «Ho fatto il calzolaio, e adesso il figlio ha un negozio di scarpe. Mio padre lavorava in cava, era bracciante; erano cave di marna per fare cemento,ed è morto a 98 anni». (10.X.1996)
Zennaro Fortunato (Nato Panà). n. a Chioggia nel 1903 - m. a Treviso nel 1993. Abitante a Fiera all'epoca della 1a guerra. Barcaro fino alla seconda guerra mondiale, poi pescivendolo. Sposato nel 1929, sei figli. (17.IV.1988)
***
NB - Al momento di andare in stampa non mi è stato possibile conoscere la situazione anagrafica di Chiarcossi, Piccoli, Salviato, Scagnetto, Tomasi e degli ospiti della casa-albergo Ai Faggi di Udine.

In fuga dai tedeschi di C. Pavan, 2004 - Indice - Friulani e veneti dopo Caporetto - Ritirata di Caporetto



Prologo 
Note tecniche
“Tedeschi”, perché?
Dall'Isonzo al Piave
L'inizio della ritirata
La ritirata
Il comportamento dei militari italiani in ritirata
Arditi
Civili e militari durante la ritirata
La resistenza dei militari italiani
Gli alleati
Partire o non partire
La paura dei tedeschi
Una paura lunga quindici secoli
Il parere di nonni, familiari, persone autorevoli e soldati
Restare, per difendere la roba
Paura dell'invasione oltre Piave, a Treviso, Venezia, Padova
Partiti e tornati
Fuggiaschi
L'invasione
Cronologia dell'avanzata austro-tedesca dall'Isonzo al Piave
L'arrivo dei tedeschi
Bandiera bianca e fiori dalle finestre
La grande abbuffata
Granoturco ai cavalli
La grande sbornia
Le vacche, i maiali, il vino e le donne: il diritto del vincitore e la roba del nemico
Stupri
L'avanzata dei tedeschi
Le cause dell'arresto dell'avanzata tedesca
Profughi, la partenza
Verso l'Italia
Perduti e dimenticati
Oltre Piave
Un salto a casa dopo essere partiti
Profughi, il viaggio
Verso l'Italia
Con i propri mezzi
Con i propri mezzi più il treno
In treno
L'incidente
Oltre Piave
Di qua e di là del Piave
In destra Piave, con gli italiani
In sinistra Piave, con i tedeschi
Gli intervistati, profili biografici
Preti e vescovi dopo Caporetto [Appendice]
Il parroco di Fontane di Villorba al vescovo di Treviso
Arrivano gli invasori
Parola d'ordine: restare
Nelle terre invase
Le Sacre Specie
“L'ora delle benemerenze acquisite dinanzi al popolo”
Il parere dei carabinieri sul vescovo di Vittorio Veneto
Note
Bibliografia
Indice dei nomi