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domenica 30 settembre 2012

Pagina iniziale - I paesi e la città in riva al Sile, C. Pavan 1991 - Libri sul fiume Sile




Camillo Pavan, I paesi e la città in riva al Sile, Un secolo di storia del fiume in 142 cartoline - (1991) - Hanno collaborato: Anselmo Lemesin e Francesco Turchetto - Pagine 128, formato 18x30, cartonato.

Come le foto della nostra infanzia, le vecchie immagini dei nostri paesi,
della nostra città, del nostro fiume, sanno suscitare ricordi ed emozioni



Indice  


Per ordinare      libro   € 18,08   ebook  € 7,07




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mercoledì 2 maggio 2012

Beppino Gnocato - Testimone del Veneto che cambia


Lo studio era nel tinello di casa, il laboratorio in cucina e alla cappa del camino erano appesi ad asciugare i negativi. Così, come un pioniere della fotografia, lavorava Beppino Gnocato (Lanzago di Silea, TV, 1928-1984), l’ultimo fotografo-editore di cartoline ad aver operato nei paesi del Veneto.
Agli inizi degli anni Cinquanta, visitando come rappresentante di profumeria e cartoleria i negozi di alimentari e i tabaccai della Marca Trevigiana, si rese conto che nel settore delle cartoline c’era la possibilità di arrotondare il guadagno. Molti negozianti le richiedevano, ogni paese aveva l’ambizione di essere immortalato in quei cartoncini figurati dove poteva mostrare la propria faccia migliore.
L'intraprendente Beppino, non esitò ad improvvisarsi fotografo. Senza scuola, senza maestri: autodidatta autentico. Con la sua Fiat 1100, armato di Zeiss, a volte accompagnato dalla moglie e dai figli (utilissimi per dare un po' di vita a panorami di paesi fin troppo tranquilli), iniziò a girare in lungo e in largo il Trevigiano.
Dapprima lavorò a percentuale per la Marzari di Schio, poi per la Berretta di Terni (entrambe case editrici specializzate, che operavano su tutto il territorio nazionale). Ben presto però cominciò a curare da solo anche i vari passaggi, dalle riprese alle vendite, diventando editore a tutti gli effetti.
La tiratura media, per il bianco e nero, era sulle 500 copie a soggetto. Il guadagno era modesto, le difficoltà erano molte, ma la passione per un lavoro libero e creativo rendeva tutto facile.
Dalla Marca Trevigiana gradualmente allargò il suo raggio d’azione fino a coprire l'intero territorio delle Tre Venezie.
In vent’anni d’attività, ricorda il figlio Moreno, consumò tre automobili. La 1100 degli inizi, una Fiat 1500 a metano (che cedette al figlio dopo 280.000 km.) e una Ford Capri, sempre a metano, che incredibilmente continuò a correre fino a 450.000 chilometri.
Partiva per il lavoro solo se il tempo era buono. Tante volte, ricorda la moglie Anna (Teresina) Pol, aprendo il balcone al mattino e guardando una nuvola in lontananza che solo lui sapeva riconoscere, Beppino sentenziava sicuro: «No, incuò a Mariana a búta su … », e restava a casa. La ricerca della luce e delle inquadrature giuste era per lui un punto d'onore: gli capitava di perdere anche una giornata per una foto.
Il lavoro continuò ad andar bene per gran parte degli anni Sessanta, finché si usava il bianco e nero. Poi arrivò il colore. E iniziarono i contrasti con i laboratori tipografici a causa di riproduzioni non sempre perfette e di consegne poco puntuali. Arrivò anche il benessere, e per la stagione della cartolina fu un lento, inarrestabile declino. La richiesta andava sempre più restringendosi alle città e alle località turistiche. Troppo poco per sopravvivere, anche per un editore in proprio. Per Beppino Gnocato era giunto il momento di appendere la macchina fotografica al chiodo.
Non farà in tempo a godersi la pensione. Morirà, consumato da un cancro, in sette mesi di sofferenza.
La moglie che gli era stata vicina in tante giornate di lavoro ricorda che, quasi a voler cancellare con le fotografie anche il ricordo di una morte così atroce, bruciò per giorni e giorni, poco dopo i funerali, pacchi di cartoline che erano rimaste inutilizzate in tinello.
Per fortuna non sono invece stati toccati i negativi, le lastre e le diapositive in cui sono conservate migliaia di preziose immagini, fissate negli anni in cui la Marca Trevigiana e le Venezie stavano cambiando faccia.
Un patrimonio che aspetta di essere quanto prima fatto proprio e valorizzato da qualche ente pubblico.
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© 1991, Dal libro I paesi e la città in riva al Sile - di Camillo Pavan
[L'archivio Gnocato, qualche tempo dopo questo articolo, fu acquistato dalla Provincia di Treviso. Attualmente è consultabile presso il   FAST - Foto Archivio Storico Trevigiano  - Via Cal di Breda 16, 31100 Treviso]




Francesco Turchetto, Anselmo Lemesin - Storia e collezionismo della cartolina


Interventi nel volume I paesi e la città in riva Sile di C. Pavan, 1991


Da "Piccola storia della cartolina" di Francesco Turchetto

Le origini
(…) La cartolina nacque ufficialmente in Austria il primo ottobre 1869. Di formato piuttosto ridotto (122x85 millimetri) venne stampata su di un cartoncino color avorio e presentava, sulla parte destinata all'indirizzo, la scritta "Corrispondenz-Karte"; alla destra della scritta, l'impronta di un francobollo da due kreuzer conferiva alla cartolina un valore ufficiale.
Questo 'intero postale' nacque sotto l'impulso del professor Hermann, il quale viene considerato l'inventore della cartolina. Essa conobbe un immediato successo e tutte le nazioni del mondo adottarono presto questa idea.
L'Italia adottò la prima cartolina da 10 centesimi, con l'effigie di Vittorio Emanuele II, a partire dal (…)
Altri paragrafi
Successo. Affidata alla mano di piacevoli illustratori, che talvolta erano artisti famosi, e poi all'obiettivo di abili fotografi, la cartolina apre l'età della comunicazione di massa.
Diffusione. Tra i vari tipi di arte grafica, la cartolina è forse quella che, proprio per la sua facilità di produzione e consumo, si è rivolta alle classi sociali più diverse.
Il supporto. Il cartoncino della cartolina sino al 1918 è costituito di solito da tre spessori e pesa dai tre ai cinque grammi.
L'affrancatura. Sino al 31 agosto 1905 l'affrancatura normale per la cartolina era di 10 centesimi sia per l'interno che per l'estero, ridotta a 5 centesimi se diretta nel distretto.
Cartolina e fotografia. L'invenzione della fotografia risale al 1826 con i fratelli Niepce e Daguerre; nel 1884 l'americano Eastman inventa la pellicola in sostituzione della lastra.
Cartolina e arte. Per la maggior parte delle persone la cartolina artistica è, prima di tutto, la riproduzione di un quadro (…) Tuttavia, oltre questa funzione di riproduzione
Collezionismo. Con la nascita della cartolina nasce anche il collezionismo. Si intreccia in tutto il mondo una fitta rete di corrispondenti che scrivono con l'unico scopo di scambiarsi cartoline.
Decadenza. Con la prima guerra mondiale si assiste alla decadenza della cartolina. (…) la cartolina perse la sua 'anima' e si mise al servizio della propaganda.
Rinascita. A partire dagli anni '70 si assiste alla rinascita della cartolina che ritrova un reale interesse da parte di molte persone. Eccola che entra all'Università (con tesi di laurea).

Da "La cartolina a Treviso" di Francesco Turchetto e Anselmo Lemesin

Le più vecchie cartoline trevigiane furono gli 'avvisi di passaggio', cartoncini con sopra stampato il nome della ditta i quali venivano spediti ai clienti per annunciare la prossima visita.
Nel 1890 Pietro e Luigi Fratelli Moro, negozianti a Sant'Ambrogio di Fiera, avvertivano che a giorni il fratello Pietro sarebbe passato per raccogliere commissioni; la stessa cosa faceva la ditta Domenico Tommasini, che a Fiera aveva una fabbrica di paste alimentari ed una di aceti, nel 1892.
La cartolina illustrata apparve dopo il 1895 e divenne abbondante a partire dal 1899. Conosciamo alcune litografie spedite nel 1898: Borgo Cavour (…)

Da "Il collezionismo oggi" di Francesco Turchetto e Anselmo Lemesin

Anche oggi, come nei primi tempi della cartolina, i collezionisti, chiamati cartofili, si interessano soprattutto alle vedute della propria città, del proprio paese. L'approccio più frequente alla cartolina d'epoca avviene entro la dimensione della nostalgia, di un'affettività che cerca nel passato un rifugio tranquillo. Occorre però trovare sufficienti agganci per dare alla collezione uno 'spessore' culturale. E i 'regionalisti', cioè i collezionisti di una località, dovrebbero interessarsi anche alle cartoline pubblicitarie della loro zona, agli illustratori che vi nacquero o che vi operarono, ai fatti di cronaca che accaddero e che accadono. (…)