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venerdì 30 novembre 2012

Il parere di un lettore, Paolo Castellari, sui quattro volumi dedicati da Camillo Pavan alla Grande Guerra


Il giorno 29 novembre 2012 09:03, paolo castellari <paolo.castellari@ [...]> ha scritto:

Gent. mo Sig. Pavan, ho letto con attenzione i suoi 4 libri sulla Grande Guerra, che ho acquistato come ebook. A mio parere, essi costituiscono un prezioso contributo per comprendere a fondo questo terribile evento. Squarciato il velo della retorica nazionalista e bellicista, la Grande Guerra emerge nella sua più profonda, e forse ancora incompresa natura, di immenso crimine che ha inflitto enormi sofferenze a milioni di persone, soprattutto i più poveri, deboli e indifesi. Il verismo con cui vengono descritti i patimenti dei soggetti da ogni parte coinvolti mi fa pensare ad alcuni films di Spielberg (Schindler's List, Salvate il Soldato Ryan o Amistad), mentre l'attenzione alla voce dei testimoni mi ricorda il libro sul Vajont di una grande Veneta, Tina Merlin.
I luoghi della Piave tra Treviso e Belluno (Quero, Vas e Fener) mi sono familiari perché sin da bambino vi transitavo per recarmi sulle Dolomiti. Ricordo ancora il freddo pungente e la Piave spesso ghiacciata e popolata da folaghe ed altri uccelli. Leggendo i suoi testi, sono portato a pensare che  l'Inferno era forse un luogo più accogliente rispetto a quelle località nell'ann d'la fam.
Cercherò, per quanto mi è possibile, di far sì che i suoi libri vengano conosciuti, soprattutto nelle scuole.
Cordiali saluti
Paolo Castellari - Faenza 

venerdì 14 settembre 2012

Domenico Zamboni, 2004 - Breve giudizio su "In fuga dai tedeschi", di C. Pavan


Thiene, 14-11-2004
«Caro Camillo Pavan,
mi chiamo Domenico Zamboni, di Thiene (VI), faccio parte della Bandabrian. Ci siamo conosciuti durante una trasmissione dei Belumat. Ti scrivo per farti i complimenti per l’interessantissimo libro “In fuga dai tedeschi” che ho appena finito di leggere. Il valore di tutte quelle interviste che hai fatto è eccezionale, i documenti orali che hai raccolto rendono unico questo libro (…)».

sabato 1 settembre 2012

CAPORETTO, il giudizio di un lettore: Mauro Fiorentin


 
Per motivi che non mi sono mai stati del tutto chiari ho provato fin da piccolo un'attrazione irresistibile per la storia della Prima Guerra Mondiale; saranno forse stati i racconti di mio nonno, artigliere sul Carso e sul Pasubio, o le pagine lette e rilette di "Tappe della disfatta" o chissà cosa, questa, come tutte le passioni, ha una componente irrazionale che non è possibile spiegare.
Ho letto e camminato molto sui sentieri della Grande Guerra, provando forti emozioni tanto alla scoperta di qualche trincea quanto alla lettura di libri belli e appassionanti ma le confesso che quando mia moglie mi ha regalato il suo libro le ho detto: "Ma non ne avevo già abbastanza di libri su Caporetto?". E così ho iniziato a leggerlo senza particolari entusiasmi e con un po' di timore per il numero non certo piccolo di pagine.
Ci sono libri che si leggono distrattamente, sperando finiscano presto per chiuderli e non riaprirli più e ce ne sono, fortunatamente, altri che leggi sperando che non terminino mai: il suo "Caporetto" è uno di questi ultimi, uno di quelli capaci di incuriosire ed appassionare dalla prima all'ultima pagina, (e non è un modo di dire!) un libro che la ringrazio di aver scritto (e che ringrazio mia moglie di avermi regalato).
Spero di non dover aspettare molto per poter leggere gli altri volumi previsti dal Piano dell'Opera.
Qualche anno fa, mentre salivo sulle pendici del monte Zebio nell'Altopiano d'Asiago, ho incontrato Mario Rigoni Stern; mi sono fermato ed ho chiesto, emozionatissimo, a Rigoni se potevo stringergli la mano e ringraziarlo per i suoi libri. E' stato un momento bellissimo che non dimenticherò mai.
Spero, un giorno, di poterla incontrare e, stringendole la mano, ringraziarla per l'emozione che le pagine del suo "Caporetto" mi hanno regalato.
Ancora grazie e buon lavoro!!
Zoppola (PN) 7 marzo '98 Fiorentin Mauro

Ringrazio inoltre per avermi scritto fra l'ottobre del 1997 e l'aprile del 2001 (prendendo spunto dal volume su Caporetto) le seguenti persone:
Ulderico Bernardi, Treviso; Alojz Melihen, Srpenica (SLO); Alessandro Casellato, Treviso; Luciano Tentonello, Cornuda (TV), Ferruccio Tassin, Visco (UD); Marija Jug, Gabrje (SLO); Giancarlo Pozzatello, Nervesa (TV); Ermanno Carraro, Paese (TV); Mario Rigoni Stern, Asiago (VI); Lucio Lenoci, Napoli; Piero Melograni, Roma; Milan Pirc, Bovec (SLO); Giuseppe Cazzagon, Abano Terme (PD); Gianni Pavan, S. Donà di Piave (VE); Rodolfo Bacchet, Portogruaro (VE); Luigina Garzotto, Belluno; Luca Villoresi, Roma; Mario Cimenti, Milano; Andrea Linari, Scandicci (FI); Sasa Vuga, Most na Soci (SLO); Marco Mencobello, Firenze; Amabile Ferraironi, Rapallo (GE); Stefano Della Mea, Chiusaforte (UD); Girolamo La Lampa, Valdagno (VI); Mario Petrachi, Taranto; Enrico Guerrazzi, S. Maria Hoè (LC); Guerrino Fattore, Belvedere di Tezze Valsugana (TN); Franco Martina, Loc. Piani, Val Raccolana (UD); Paolo Girardi, Celle Ligure (SV); René Jacques, Quincey (Francia); Gianluca Cencherle, Piovene Rocchette (VI); Gino Buccellati, Casalecchio di Reno (BO); Sandro Scaboro, Preganziol (TV); Marco Bagni, Guastalla (RE); Ivan Camozzi, Bergamo; Franco Gianola, Milano; Riccardo Zaccarelli, Mirandola (MO); Luigi Torresin, San Vito al Tagliamento (PN); Fabio Elli, Milano; Adriano Bonazza, Venezia; Davide Bedin, Valmarana - Altavilla Vicentina (VI); Francesca Melli, Milano; Paolo Donalisio, Savigliano (CN); Massimo Belardi, Montemurlo (Prato); Claudio Caregnato, Treviso; Nicola Persegati, Legnano (VR); Stefano Viale, Torino; Marco Burato, Montorio; Filippo Mastantuono, Rimini; Mario Ogliaro, Crescentino (VC); Jader Pojaghi, Macerata; Bernardino Lovisotto, Mareno di Piave (TV); Gino Argentin, Cordenons (PN); Ivano Tiveron, Cordenons (PN); Giuseppe Girotto, Venegazzù (TV).  

Lettera da un barcaro (Italo Busetto, Marghera)


Caro Camillo Pavan
Un grazie grande così per aver fatto quel bellissimo libro "Sile".
Sono un ex barcaro di Pellestrina e la sera dell'8/12/92 passavo per Treviso nei pressi di Piazza della Borsa e tu eri là con un tavolinetto e mi hai persuaso ad acquistare il tuo volume (scontato e con dedica da cui ho ricavato la data).
Ebbene ancora grazie perché in esso ritrovo me stesso e una parte delle mie radici. Mio nonno paterno, a fine ottocento, navigando su per il Sile trovò moglie a Silea, anzi Melma, quindi un po' di sangue trevigiano ce l'ho anch'io.
In seguito acquistai altri due "Sile", uno per mio fratello e uno per un amico ex barcaro pure lui, i quali l'apprezzarono assai.
Anche i figli cominciano a provare interesse per questo volume che aiuta tanto ad amare la propria terra e le sue stupende vie d'acqua.
Auguri di buon lavoro per l'avvenire
Distinti saluti, Cordialmente
Italo Busetto
Marghera, 26/5/1999

giovedì 26 aprile 2012

Giudizi dei lettori - Prigionieri italiani dopo Caporetto

Marco Bonacina
                                                                                             Brembate Sopra, 16/10/2001
«Egr. dott. Pavan
Ho appena completato la lettura del libro "Prigionieri italiani dopo Caporetto" dopo averlo ritirato ieri mattina presso l'ufficio postale.
Ho letto il libro con voracità, tutto d'un fiato e l'ho trovato ancor più interessante, appassionante e coinvolgente del già eccellente "Caporetto", in quanto il testo ricalca esattamente la mia concezione di conoscenza della storia e degli eventi storici.
A mio parere conoscere la storia  e gli eventi passati significa esprimere  la volontà di conoscere e capire il dramma umano degli uomini coinvolti, fino  a quasi percepirne le emozioni, le gioie e soprattutto il dolore.
Quindi come semplice  lettore appassionato di storia le esprimo le mie congratulazioni per il lavoro svolto».
Franco Minusso 
Cordovado, 7 / 12 / 2003

«Egregio Signor Pavan,
non ho la fortuna di conoscerla personalmente, ma ho potuto leggere  il suo libro “Caporetto” nel 1998 quando l’ho acquistato e, più tardi,  “I prigionieri italiani dopo Caporetto” del 2001. Mi complimento con lei per le sue due opere, scritte con prosa chiara e scorrevole, arricchite con parecchie foto e impostate con mirabile visione dei fatti.
Fra i tanti libri da me consultati sull’argomento 1a Guerra mondiale, ben raramente mi è capitato di leggere e apprezzare quanto ha lei scritto e di questo gliene rendo atto… ».
Daniele Furia
Milano, 2 / 1 / 2004

«Ho terminato di leggere i due libri CAPORETTO e PRIGIONIERI ITALIANI dopo Caporetto. Devo ringraziare il sig. Vittorio Pettinato, titolare della libreria L’ANGOLO DEL LIBRO di via Lario 30, per il suo ostinato interessamento.
Mi complimento con lei per l’accuratezza e l’approfondimento delle ricerche.
Sono nato nel 1930 a Gorenje, presso Postumia, da madre slovena e padre italiano. Ho abitato a Gorenje e Villa del Nevoso (Ilirska Bistrica) attuale Slovenia. Le scuole elementari le ho iniziate a Klana e terminate a Fiume, attuale Croazia. Dopo l’avvento di Tito siamo rientrati in Italia nel 1944.
Mi ricordo ancora qualcosa di sloveno che l’avevo parlato con mia madre fino all’inizio delle elementari e che poi, per le note imposizioni di allora, ero stato costretto a smettere. Per questo nel leggere i suoi libri, trovare nomi di località e persone a me note, mi è sembrato di rivivere le peripezie di quella povera gente… ».