Lo sfruttamento idroelettrico di Tagliamento, Cellina, Isonzo
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Il volume, con le sue numerose foto e i dati tecnici ufficiali, riproduce parti di alcune pubblicazioni uscite in occasione della vendita all’ENEL degli impianti SADE, all’epoca della nazionalizzazione dell’energia elettrica.
È un libro indispensabile per chi vuole conoscere gli imponenti lavori che, nei primi sessant’anni del Ventesimo secolo, hanno portato allo sfruttamento intensivo — a fini energetici — dell’alto corso di Tagliamento, Cellina, Isonzo
Il panorama delle vallate venne radicalmente cambiato. Fiumi e torrenti furono imbrigliati. Spuntarono nuovi laghi artificiali. La montagna fu traforata da chilometri di gallerie per il trasporto dell’acqua in pressione. Migliaia di uomini trovarono nel lavoro per il colosso idroelettrico veneziano una momentanea alternativa all’emigrazione.
Un’opera grandiosa, non c’è dubbio. Tuttora fonte di energia preziosa per il nostro apparato produttivo e per il nostro stile di vita che di energia non sono mai sazi.
Elenco degli impianti
con i dati tecnici al 1963
Ristampa di pubblicazioni ufficiali della SADE Società Adriatica di Elettricità
Formato 17x24, pagine 32, € 8,00
Impianti Tagliamento | |
domenica 30 settembre 2012
Dighe Tagliamento, centrali idroelettriche di Tagliamento, Cellina, Isonzo - Libro disponibile
Tagliamento Cellina Isonzo: Dighe e centrali elettriche
Gian Antonio Cibotto, Il Gazzettino, 2006 - Giorgio Barbieri, La Provincia di Cremona, 2016
Gian Antonio Cibotto,
Il Gazzettino, edizione di Rovigo
Domenica, 12 Marzo 2006
SALOTTO POLESANO
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SUL BURCIO DEI BARCARI DEL PO
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di G. ANTONIO CIBOTTO
Un amico che ha la passione del nostro Delta, dove si affaccia ogni tanto catturato dal vezzo della pesca (l'illusione dello storione l'ha tuttavia abbandonato), mi ha inviato in dono dalla provincia di Treviso un nobile libercolo intitolato "Navigare sul Po", illuminato da una stupenda foto accompagnata dalla spiegazione: "Storia di una famiglia di barcari". Vale a dire i Gnan, dei quali vengono riportate le auree (non è una esagerazione) testimonianze, raccolte da Camillo Pavan, del padre Attilio e della madre Maria Toffolo, compreso il periodo in terra belga con lui minatore nel pozzo di Goutroux. Un'esperienza negativa dalla quale è fuggito ritornando in terra polesana dove ha ripreso a navigare con un bel burcio motorizzato di nome Maria Giuliana, al quale per ricordo dei suoi anni di miniera ha dato poi il nome di Charleroi. Il felice ritorno è durato fino al 1. marzo del '70, quando una domenica di fine marzo nel calare l'antenna della radio un colpo di vento gli ha fatto sfuggire la presa e un'asta di cinque metri l'ha colpito alla testa. Dopo la sua morte è iniziata la stagione del figlio Adriano, che è stato assunto nel '71 e rimasto sul Po fino al marzo 2004. Per capire la felicità che provava lungo il fiume, dove è stato l'ultimo erede di una famiglia di barcari polesani (Gnan Trivèa) che da almeno duecento anni navigava sulle acque del Po, basta riportare una sua frase: «Il Po, per me, è stato un banco di prova, il fiume che mi ha impegnato su tutti e quello che ho amato più di tutti». Alla quale, per dare un'idea della singolare qualità del libro, non sarà male forse aggiungere la chiusura di "Navigare sul Po": «Dai burci di legno alle moderne chiatte, dall'emigrazione del dopoguerra all'alluvione del cinquantuno: sessant'anni di storia, vita e lavoro nel racconto in presa diretta degli ultimi eredi di un'antica famiglia di barcaioli di Donada». |
Giorgio Barbieri, La Provincia di Cremona, 1 luglio 2016
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| Giorgio Barbieri, La Provincia di Cremona, recensione di Navigare sul Po |
Pagina iniziale - Navigare sul Po, C. Pavan 2006 - Fiume Po, navigazione fluviale (interna) - Testimonianza storica
(Storia della navigazione fluviale - interna in Italia)
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Camillo Pavan, Navigare sul Po, Storia di una famiglia di barcari - Pagine 32, formato 17 x 24, punto metallico.
Dai burci di legno alle moderne chiatte,
dall'emigrazione del dopoguerra all'alluvione del Cinquantuno:
sessant'anni di storia, vita e lavoro nel racconto in presa diretta
degli ultimi eredi di un'antica famiglia di barcaioli di Donada
Da questo libro è tratto lo spettacolo teatrale di Beatrice Zuin Celestina e il fiume - Prima rappresentazione: Teatro Camploy di Verona, 10 marzo 2022
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Pagina iniziale - I paesi e la città in riva al Sile, C. Pavan 1991 - Libri sul fiume Sile
Camillo Pavan, I paesi e la città in riva al Sile, Un secolo di storia del fiume in 142 cartoline - (1991) - Hanno collaborato: Anselmo Lemesin e Francesco Turchetto - Pagine 128, formato 18x30, cartonato.
Come le foto della nostra infanzia, le vecchie immagini dei nostri paesi,
della nostra città, del nostro fiume, sanno suscitare ricordi ed emozioni
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venerdì 28 settembre 2012
Enrico Guerrazzi (sito grandeguerra.com : 1998-2008) - Giudizio su "In fuga dai tedeschi", di C. Pavan
Il giorno 14-01-2005 15:34, Enrico Guerrazzi, enrico@grandeguerra.org ha scritto:
> Caro Camillo,
>
> oggi ho ricevuto il pacco con le copie dei libri, frutto delle tue ricerche
> sul tema della Grande Guerra.
> Ti ringrazio innanzitutto per il gentile pensiero e ti faccio le mie
> congratulazioni per aver portato a termine, nonostante le difficoltà, il
> progetto che ha consentito, tra l'altro, di raccogliere preziose
> testimonianze sul Conflitto, ormai, per legge della natura, non più udibili
> dai diretti interessati. Non è adulazione la mia, ma penso che il tuo lavoro
> costituisca un addendum importante e originale nella copiosa letteratura
> sulla G. G. fiorita negli ultimi venti anni (…)
Enrico Guerrazzi ( † 2008, S. Maria Hoè LC) è stato ideatore e editore del
primo importante sito italiano sulla Grande Guerra: grandeguerra.com, in rete dal 1998 al
2008.
Particolarmente frequentato era il suo "Libro degli
ospiti", che per molti anni – prima dell'avvento dei "social" – fu il principale punto d'incontro degli appassionati di
storia della Prima guerra mondiale.
Sono fra l'altro grato ad Enrico (persona di grande spessore umano e
culturale) perché volle inserirmi, gratuitamente, nel ristretto gruppo degli
"Amici" in una posizione del sito strategica, grazie alla quale il
mio lavoro ebbe una notevole visibilità in rete.
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| Il logo del sito web di Enrico Guerrazzi "www.grandeguerra.com" rimasto in rete fra il 1998 e il 2008 |
Paolo Deotto, 2005 - Recensione "In fuga dai tedeschi", di C. Pavan
Recensione su Storia in Network
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Davide Bedin, Valmarana di Altavilla Vicentina, 2005 - Giudizio su libri Grande Guerra di C. Pavan
Valmarana di Altavilla Vicentina
Il giorno 17-02-2005 17:36, davide_bedin@ (…) ha scritto:
> Carissimo sig. Pavan,
(…)
> Come appassionato della storia della prima guerra mondiale, in questi annni
> mi sono dedicato intensamente alla conoscenza di quello che era il fronte
> italiano e ho attinto abbondantemente alla sterminata bibliografia esistente.
>
> Ripercorrendo, spesso in solitudine, gli itinerari dimenticati di quel fronte
> (soprattutto sul Carso di Comeno, sulla Bainsizza o nelle recondite e
> spopolate vallate delle Prealpi vicentine), mi sorge un desiderio vivissimo di ridar
> voce e dignità a posti e persone. D'altra parte, è una lotta contro il tempo:
> se i luoghi stanno sempre lì a far riflettere e ad ammonire, le persone
> non tornano più.
>
> E' per questo che apprezzo infinitamente le Sue ricerche. Sembra incredibile
> che da eventi già così tanto studiati sia stato possibile recuperare tante
> preziose testimonianze, ormai destinate all'oblio. Mi congratulo con Lei
> per essere riuscito a portare avanti il Suo progetto, nonostante le difficoltà
> di cui mi aveva parlato (…)
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